lunedì 6 agosto 2012

A grandi passi verso l'autunno (con una parentesi estiva)



E siamo ad agosto.

Il mese della sospensione della vita in Italia: le città chiudono letteralmente i battenti, come se nessuno avesse sentito parlare di crisi e di quei 6 italiani su 10 che quest'anno non faranno vacanze.

Abbiamo lasciato le Langhe osservando i contadini che controllavano attentamente la maturazione dei grappoli e adesso siamo dirette verso quel centro Italia che troviamo sempre ideale per passare le ferie lontano dalla ressa, dai rumori gratuiti ad ogni ora, dai prezzi gonfiati "perchè tanto è agosto".

Quest'anno faremo meno giorni di vacanza ma più concentrati del solito, abbiamo deciso infatti di andare a Roma e di fare tappa al nuovo Eataly per vedere com'è questo bestione da 20.000 metri quadrati, cercando anche di fare qualche domanda "dietro le quinte".

Poi passeremo a visitare la cantina Tollo e a fare incetta del suo rosè Hedòs, uno dei più buoni mai assaggiati, festeggeremo l'anniversario di una azienda che ci sta molto a cuore, passeremo qualche ora nei presidi Slow Food di Marche e Abruzzo per prepararci al meglio a due bei progetti che vedranno la luce al Salone del Gusto:

-  il primo è quello di fare da "personal shopper" ai visitatori del Sdg per conto di Slow Food. Chi vorrà potrà seguirci in un viaggio tra i migliori pecorini del mondo e in quello dei salumi introvabili nella grande distribuzione.

- il secondo è quello di fare sempre da "personal shopper" ma questa volta per Garofalo e più precisamente per Gente del Fud. Il viaggio questa volta sarà tra i fagioli d'Italia, tra i formaggi prodotti ad alta quota e tra i giovani che sono ritornati all'agricoltura.

Adesso ci aspetta solo il lungo viaggio verso i 40°C, forse l'unica vera fatica che ci aspetta:-)



venerdì 6 luglio 2012

Un "candido" grazie

Poche parole, le lascio alle immagini di ieri sera.



















Grazie mille Antonella, grazie per aver tinto Torino dello stesso colore di Parigi e averla resa così straordinariamente magica.








mercoledì 4 luglio 2012

In Occitania, tra mieli e genepy

 

Giornata caldissima, afosissima, per dirla con una parola sola: terribile. Siamo quasi alla fine delle lezioni del primo anno (davvero?!) e il nostro professore di turismo ci propone una escursione in montagna, tra pascoli, apicoltori e casari e panorami di alta montagna per aiutarci a farci riconoscere i tipi di rocce, le valli glaciali e per farci capire come l'uomo si è insidiato in questi territori per poterne ottenere il meglio.
Ovvio noi eravamo interessati a tutto questo ma ammetto che il fattore climatico è stato fondamentale per godere al meglio la giornata: una massima di circa 18 gradi tutto il giorno con alcuni picchi sicuramente a meno. Ahhh la montagnaaaaaaa......:-) 


Prima tappa una nostra vecchia conoscenza: l'apicoltura Floriano, famosa per essere l'apicoltura biologica più ad alta quota d'Italia (siamo a circa 2000m) e per fare dei mieli realmente buonissimi. Noi avevamo scoperto i suoi mieli durante il Salone del Gusto di qualche anno fa e avevamo subito decretato che erano i migliori presenti in tutto il Salone (ovviamente gusti personali ma tant'è).
All'arrivo Floriano ci accoglie con un gran sorriso che fa trapelare una dolcezza e una cortesia rari da trovare. Ci parla della sua produzione con molta competenza, ci racconta dei problemi dati dalla varroa
e dagli insediamenti industriale che disturbano non poco le api.


E poi Floriano rende reale il sogno di tutti gli appassionati di miele nonchè di tutta la popolazione di orsi mondiale: ci prende un'arnia, la toglie dalle grinfie delel indafaratissime api operaie e ce la porge: possiamo volgarmente mettere il dito dentro e tirar fuori noi stessi il miele, da leccare golosamente dalle nostre dita. Meraviglioso.


La perfezione che raggiunge la casa di questi piccoli animaletti è fenomenale come l'organizzazione che vige nell'arnia: la loro storia è realmente molto affascinante e fa sentire gli esseri umani incredibilmente piccoli e semplici.


Floriano ci fa assaggiare il miele, la cera e la propoli, ci fa anche scattare un sacco di foto (con una pazienza infinita) e poi ci porta a degustare i suoi mieli nella baita di imbottigliamento, una oretta di puro godimento passando dalla melata di bosco, al miele di lavanda a quello di ciliegio selvatico.


Dopo qualche ora di familiarizzazione con il mondo ape, andiamo a vedere un'altra produzione decisamente particolare e di nicchia: quella del Genepy.



E' una pianta strana quella del Genepy, da selvatica cresce solo oltre i 2500 m e da coltivata dai 1800 m in su, sembra una pianta grassa, senza acqua. Si usa prevalentemente immergendola nell'alcool buon gusto e aspettando che rilasci i suoi tipici oli essenziali. E' fantastica per digerire la notevole cucina di montagna, ben ricca di grassi. Noi abbiamo passato un'oretta in compagnia di uno dei produttori della Val Maira in località vicino ad Elva per capire un po' come si coltiva questa strana pianta per poi spostarci nel famoso ristorante della valle, il Lou Sarvanot.
Verdure ed erbe miste con salsa aioli, ravioles (una sorta di gnocchetti di patate conditi con burro toma   e salvia) agnello sambucano (quest'ultimo veramente divino), solo il genepy poteva aiutarci a digerire tutto questo ben di Dio e ad affrontare il ritorno a Bra.

Un'ora e mezza di tornanti e curve verso la cappa afosa della pianura, meglio non pensarci:-(



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